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CABRIO


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Inviato da: Mike Rˆyery il June 20, 2002 at 22:57:02:

passerai la serata scrivendo. giˆ da un po'
quella che vorresti fosse lâoccupazione principe
della tua esistenza non ti tiene pi il culo
inchiodato alla macchina. e sai bene quanto per
te scrivere abbia importanza, quanto piacere tu
tragga dal rifugiarti in quei dieci metri
quadrati scarsi in cui in parte si concentra il
tuo essere, e ritrovarti al mattino che le dita
ti implorano TREGUA e la Olivetti ET 116 farebbe
anche lei volentieri una pausa che tanto dei tuoi
giorni da randagio ti resta ancora troppo da
mettere nero su bianco. e per cui stai giˆ
versandoti il primo caff dalla Bialetti formato
maxi e hai buttato gi appena due righe che il
cordless l“ a terra, squillando, ti avverte in
ritardo di non esserti ancora del tutto staccato
dal mondo.

PRONTO ö rispondi.
MICHELE RËYERY?
MAI SENTITO PRIMA.

la voce non ti suggerisce nulla oltre al fatto
che appartiene a una donna.

IN AUTOSTIMA VAI SCARSO.
TROPPA TI LASCIA NELLA MEDIOCRITË.

le chiedi chi sia e cosa voglia. tralascia la
prima. quanto di tuo gira nellâunderground ha
fatto una sosta anche fra le sue mani. dice di
rivedersi un casino nella roba che scrivi e
che ăSIAMO UGUALI TE LâASSICURO AL GLENMORE Câé
BLUES CI FACCIAMO UNA BIRRA MI PIACEREBBE
CONOSCERTIä.
osservi la macchina che ti osserva dal tavolo. 
accerchiata dalla Bialetti, da un posacenere che
avresti provveduto a colmare coi mozziconi
storpiati delle Benson & Hedges e da una pila di
fogli dal candore virgineo. forse domani avrai
qualcosa in pi della tua vita da raccontarle.


finisci il tuo Margarita. al Glenmore non câ
molta gente, quel tizio continua a ridere come un
automa quando gli servono ormai la quarta spina
da mezzo. lâatmosfera ti piace. il fatto che la
bluesband abbia dato forfait qualche ora prima,
molto di meno. se non altro di fondo ti mandano i
Soundgarden di ăNothing To Sayä mentre sprofondi
il tuo sguardo negli occhi di Marta offrendole
una Benson. ti ha detto di chiamarsi cos“ prima
di cominciare a parlare della sua vita e della
sua anima -anche lei- da randagia e dei vinili di
Todd Sharpville e Buddy Guy che ha comprato a
Detroit e delle visioni acide che le hanno
procurato i deliri di Gregory Corso. non hai
avuto ragione di dubitarne. trovi strano per˜ che
una tipa col piercing forse anche su per il buco
del culo, un tribale marchiato a fuoco che le
incastona lâombelico in netto contrasto col nero
lucido della pelle che le avvolge le cosce, vada
poi in giro col serie 3 cabrio parcheggiato lˆ
fuori.

ăé IL REGALO DI LAUREA DI MIO PADRE ( chirurgo
plastico, ti ha detto) . IN AMERICA CâERO GIË
STATA ALTRE VOLTE.ä.

te la lascia guidare mentre procedete lunga la
costa. va che  una meraviglia ma non
rinunceresti mai al tuo personale American Dream
se te la proponessero come contropartita. Marta
trova che queste spiagge riproducano in scala
ridotta le immense distese sabbiose su cui ha
passato le notti fottendosi di erba anni prima in
Florida. sei certo che accetterebbe mandando
affanculo ogni motivo di esitazione se le
chiedessi di accompagnarti in un tour su per il
Nord Europa. la vedi giˆ che balla imbottita di
fumo sotto lâinflusso ipnotico del ritmo con cui
le tue mani martellano le pelli dei bongos in una
strada della cittˆ vecchia l“ a Copenaghen.
peccato soltanto che lâunica lei con la quale al
momento senti impagabile il bisogno di spartire
emozioni e ricordi, in giro sia conosciuta da
tutti col nome di solitudine. continueresti a
seguire la strada fin dove finisce, stanotte. se
solo Albert Collins facesse lo stesso con la
sua äIâve Got A Mind To Travelä dalle casse del
Pioneer. se solo Marta non se ne stesse l“ a
chiederti di fermarti.
 un piazzale privo di luci, di alberi, privo di
suoni, di volti, di senso. non câeri mai stato e
rimpiangi ogni blues che avresti potuto comporre
in questo nulla terreno.

PERCHƒ SCRIVI? Ti chiede.
PROVO A SCOPRIRE COME SI STIA NEI PANNI DI DIO.
VUOI DIRE?
Bé, PRIMA DI COMINCIARE UNA STORIA TâIMMAGINI I
PERSONAGGI, LI PENSI, NE MODELLI LâASPETTO, IL
CARATTERE. POI QUANDO LI HAI PORTATI IN VITA, TI
DIVERTI A GIOSTRARNE LA SORTE. UN POâ COME LUI FA
CON NOI.

vuole farti ascoltare i suoi versi. sono un
ibrido dal quale capisci che nel suo background
poetico figurano anche la Plath, Edward Cummings
e Blake. vuole anche che ascolti quello che a suo
parere  il rock blues pi grandioso di sempre.
dici che OK.
poi senti in crescendo le urla di Morrison
in ăLove Me Two Timesä.
e i gemiti di piacere di Marta che sta su di te
mentre la penetri fino a carpirne lâessenza.
e il tono di voce ödiresti un p˜ pi che
incazzato- di uno sbirro che ti ordina di
scendere immediatamente dallâauto.
BLUUUUUUUUUUEEEEEEEEES!!




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