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LA ROSSA


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Inviato da: Fabio Campidoglio il July 30, 2002 at 13:48:31:

Conobbi la Rossa, prima di partire per Parigi, mi
aveva stregato. Fu ad una festa, organizzata in
mio onore dai miei colleghi. Lei era
semplicemente divina, non l‚avevo mai vista
prima, ma era come se gią la conoscessi, sapevo
che un giorno o l‚altro nella mia vita, sarebbe
entrata una femmina cosď. Ho sempre lavorato nel
campo della moda e, professionalmente,
ho «conosciuto approfonditamente» un buon numero
di modelle, lanciandone addirittura alcune,
eppure, nessuna mi aveva stregato come la Rossa.
Fu questo il motivo, che mi spinse ad invitarla a
partire con me. Lei, neanche a dirlo, accettė
immediatamente, facendomi intuire che non mi
avrebbe fatto «pentire» di averla invitata.
Stemmo insieme a Parigi, per una settimana. Non
avevo mai visto una ragazza capace di reggere
l‚alcool, come lo reggeva lei e tutto ciė mi
piaceva. Durante quella settimana, la mattina
lavoravo, ma pomeriggio e sera erano interamente
dedicate alla mia bella Rossa. Non sapevo cosa mi
stesse accadendo. Con le donne sono sempre stato
abbastanza distaccato, mai stato sdolcinato o
geloso. Ma con lei era, banale a dirlo, diverso.
Mi piaceva poter trascorrere ogni secondo libero
con lei, adoravo farla ridere e in piĚ le facevo
sempre un regalino, un fiore o qualunque cosa
potesse farmi sentire la sua risata travolgente
capace di prendermi, come un basso profondo, la
bocca dello stomaco. Di soldi ne ho sempre avuti
tanti ma questa era la prima volta che li
spendevo per la gioia di qualcuno che non fossi
io e tutto ciė continuava, preoccupantemente, a
piacermi. La settimana a Parigi, fu una delle piĚ
belle della mia vita. Non avevo mai capito perché
tutti dicono di Parigi che Ź la cittą piĚ
romantica del mondo, ma dopo esserci stato con
lei, ne ero convinto anch‚io.
La settimana successiva, la portai con me a
Tahiti. Avevo trovato finalmente il paradiso.
Adoravo andare la mattina sulla spiaggia con lei;
distese di acqua azzurrissima, palme e spiagge
bianchissime, vuote, senza la sua presenza.
Immersa nella natura e nei paesaggi di Tahiti, la
mia Rossa, era divina. La dea della natura.
Adoravo vederla entrare ed uscire dall‚acqua,
adoravo quando veniva a sdraiarsi al mio fianco e
mi schizzava con i sui lunghi capelli rossi. Ho
sempre voluto stare solo, soprattutto in casa
mia, la presenza di una femmina per piĚ di tre
giorni, mi ha sempre reso nervoso e invece, dalla
Rossa, non riuscivo proprio a staccarmi, si
muoveva cosď bene, mi piaceva quello che diceva,
come la pensava, ma avevo paura di imbattermi in
una relazione troppo vincolante. In vita mia, se
quello che ho provato si puė chiamare amore, mi
sono innamorato due volte.
La lezione che ho imparato Ź che: nel momento in
cui capisci di amare una ragazza, ma amarla sul
serio, come mai avresti potuto concepire, nel
momento in cui capisci che lei rappresenta tutto
per te e senza di lei non potresti andare avanti,
sei gią quasi del tutto rovinato! Sembra assurdo?
No, non credo, a me Ź sempre andata cosď, per
questo sono diventato uno diffidente ma∑ con la
Rossa era diverso, era speciale e forse avrei
potuto anche rischiare. La settimana che passai a
Tahiti, fu sublime∑ Mi lasciai coinvolgere
troppo, anche perché adoravo come stavamo
assieme. Ero diventato quasi dipendente. Lei mi
accontentava, era divina, incredibile. L‚idea di
lasciarmi coinvolgere seriamente, si ripresentava
spesso nella mia mente ma non volevo cedere, e se
poi mi avesse abbandonato appena le avessi
rivelato i pensieri del mio animo? Ma la voglia
di dirle t'amo stava realmente esplodendo in me,
era come se fosse un mio bisogno, dovevo farle
capire quanto importante stesse diventando.
Decisi di chiederle di seguirmi in Spagna. La
prossima settimana l‚avremmo passata a Madrid.
Disse di si. Era perfetta, non mi aveva mai dato
un pensiero, tutte le volte che stavo con lei,
cioŹ praticamente sempre, stavo bene e mi rendeva
sempre felice. Eravamo una coppia eccezionale. Io
e la Rossa. Mi stavo innamorando?
Forse lo ero gią da un pezzo, ma la cosa che mi
stava ossessionando in quel periodo, era un‚idea
che non era mai passata per la mia corteccia
celebrale: l‚idea di sposarmi. L‚idea di sposarmi
la Rossa. Ero forse impazzito?
Dov‚era andata la mia paura? Dov‚erano andate le
mie esperienze precedenti? Ma questa volta era
diverso, era speciale lo sentivo. La settimana a
Madrid fu la piĚ bella di tutte. Ormai ero
convinto, la Rossa era la donna della mia vita.
L‚avrei sposata. Questo fu il motivo che ci
spinse a partire per Las Vegas, la volevo subito.
Non le dissi nulla riguardo le mie intenzioni,
doveva essere una sorpresa e conoscendola, sapevo
gią che mi avrebbe reso felice, mi avrebbe detto
di si. Alloggiavamo in un lussuoso albergo ed il
quarto giorno la lasciai sola. Stavo organizzando
il matrimonio e stavo anche architettando il modo
in cui le avrei fatto la proposta. Andai da un
gioielliere che avevo gią precedentemente
contattato, le presi l‚anello piĚ bello. Le
telefonai dicendole che avrei passato la notte
fuori, per motivi di lavoro e che l‚avrei
raggiunta l‚indomani mattina per farle una
proposta. Lei, ovviamente, accettė senza fare
domande. Era proprio perfetta, il mio ideale di
donna. Andai a bere, non volevo vederla il giorno
prima di sposarla. Ma sorso dopo sorso, un
bicchiere dopo l'altro, il desiderio di vederla
si faceva sempre piĚ forte, feci una telefonata e
riuscii a fissare il matrimonio per la notte
stessa. W Las Vegas! Presi un taxi e mi feci
portare all‚albergo.
Durante il tragitto, tirai fuori dalla tasca il
cofanetto con l‚anello, lo guardavo e pensavo∑
pensavo che stavo per compiere il passo piĚ
importante, un passo che mi avrebbe cambiato
radicalmente la vita, ma ero sicuro? Si che lo
ero!
Era lei che volevo e sapevo che lei voleva stare
per sempre con me! Non poteva non aver provato le
mie stesse sensazioni, non poteva non aver
provato le mie stesse emozioni, passioni e non
poteva non provare i miei stessi sentimenti. La
mia rossa. Presi l‚ascensore e con l‚anello in
mano, mi avviai verso l‚amore. Con le mie chiavi
aprii la porta ed entrai, la camera era buia e
silenziosa. Senza accendere la luce, tirai un
profondo respiro e dissi:
«Sei sveglia?».
«Si». «Voglio dirti una cosa∑ se sei qui con me a
Las Vegas, Ź per un motivo ben preciso, non
credevo di arrivare fino a questo punto ma ho
voluto fidarmi di te, sei la donna della mia
vita, la mia dea∑sei perfetta ed io Ti Amo, vuoi
sposarmi?». Detto questo, accesi la luce per
mostrarle l‚anello che avevo tra le mani. La mia
Rossa nel letto. Non era sola∑


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