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E anche l'ultimo disco si smagnetizzato


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Inviato da: Isabella Maccagnani il September 11, 2002 at 21:50:40:

A pezzi...la giornata terminata cos, con un
sogno nel cosidetto cassetto, mai realizzato.
Si aspettava da ore e da giorni che accadesse
qualcosa, ma qualcosa di veramente grande da fare
paura anche a noi:"...And learn to fly...".
Una canzone mi rimbombava nel cervello e con
insistenza occupava il lato pi subdolo della mia
coscienza senza andarsene via. Tutto era
bellissimo perch la mia mente si univa con la
sua, era una specie di parlarsi e tacere, di
guardarsi e non riuscire a togliersi gli occhi e
le mani di dosso. Aprire gli occhi e capire che
tutto era finto oppure assurdamente vero, se la
vita sogno.
Muoversi dal letto con una lentezza spaventosa,
raggiungere la cucina in stato di assoluta
assuefazione mentale e sempre con quella canzone
nel cuore che non smette di andarsene a
tormentare altra gente: "...You are only waiting
for this moment to arise...".
Non mi sveglia nemmeno il caff pi nero del
mondo, perch prenderlo allora?
I pensieri passano e sorpassano la mia mente,
come pioggia che sale.
Cosa devo dire adesso? Ho voglia di dire cose
insensate e mi piace stare in bilico tra
l'assurdo e il normale.
Ora anche gli Stones sono venuti a trovarmi; "hey
Mr Jagger Man" direbbe Dylan in una delle sue
ballad frenetiche, ma perch le canzoni
tormentano le mie giornate?
Un altro pomeriggio universitario passato a
cazzeggiare con gli amici e poi lui... da anni
che lo vedo e che lui mi osserva, ma nessuno ha
mai osato infrangere il silenzio parlato degli
sguardi. Troppe smancerie mi fanno vomitare, ma
cosa c'entra Jagger in tutto questo? Forse con le
sue canzoni mi vuole coinvolgere o sono solo i
suoni vagheggianti di una diciannovenne assonnata?
Basta! Esco di casa in cerca di un momento di
desolata fuga dalla realt e devo dire che non
sar difficile trovarla, ma trovare cosa? Dove ho
latesta, resto a casa.
Ho il comodino pieno di libri filosofici, Sartre
mi fa compagnia e Marcuse mi aiuta a conoscere
cos' stato il '68, cos da comprendere cosa vuol
dire quella canzone che mi scuote la mente ogni
volta che...non penso.
Le giornate passano serene, ma non troppo.
Gli "uccelli neri" volano nella mente e scacciano
i pensieri pi sensati.
E come diceva Holden "dove vanno a finire le
anatre del lago ghiacciato di Central Park?". Sto
cercando anche io qualcuno a cui fare questa
domanda, ma la gente della mia et non conosce o
non ne vuole sapere delle care ochette.
Invece ora sono qui, a parlare a vanvera di libri
letti e scritti tanto tempo fa ascoltando un cd
suonato in un epoca passata, in un vinile da
quattro soldi marcato DECCA.
Le foto appese alla parete della mia stanza
rispecchiano i miei stati d'animo, a volte
innamorata del vicino di poltrona sul treno e a
volte innamorata dell'odioso vicino di banco a
scuola... ma solo a volte.

Lasciata la chitarra in un angolo della mia
coscienza e della mia stanza riprendo a pensare
alle cazzate di tutti i giorni e a quanto tempo
ci misi ad innamorarmi del suo modo di agire.
Ma chi se lo ricorda il suo strano modo di
rapportarsi con le persone che gli facevano
domande stupide: "E ora che fai? Studi? Lavori?".
La sua freddezza e la sua risata mi contagiavano
fino nell'antro pi favoloso del mio pensiero, e
tanta era la voglia di dire stronzate solo per
farlo ridere e tanta era la sua voglia di vedere
che mi divertivo, che rideva sempre pi forte e
sguaiatamente.
L'ultima volta che il mio sguardo ha incrociato
il suo stato quando, in un giorno memorabile,
non si parlato per tutto il giorno, ma era la
musica a fare da padrona...
Ora capisco perch gli "uccelli neri" volano
nella mia mente e qualle canzone mi
tormenta...allora mi piace, ma davvero tanto.
Mi diverto, rido da sola e non riesco a smettere
fino a che squilla il telefono e sento la sua
voce scoppiare in un riso grossolano e forte,
cos ridiamo, ridiamo, ridiamo...e il signor
Tamburino in sottofondo mi chiede..."How does it
feel?".


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