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Un pomeriggio piovoso


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Inviato da: Laert il November 19, 2002 at 09:05:51:

Accesi l'autoradio. Era sintonizzata su Radio
Maria. Credo che ero capitato su quella frequenza
la mattina e ci ero rimasto. Mi capitava spesso.
Penso di aver ascoltato Radio Maria in auto per
decine e decine di ore. Provo un piacere perverso
a sentire quei programmi, mi danno la consolante
sensazione di poter dire «Come possono andare
bene le cose in Italia finché c'Ź gente che
ragiona in questo modo?» E' gią qualcosa, non
credete?
Beh, ad ogni modo ognuno ha i piaceri che si
merita.
Non c'erano dibattiti in onda. Mandavano
musica. Strana musica. Due donne dalla voce
vellutata e sensuale che si sente nei jingle
pubblicitari della candeggina o delle piastrine
zanzarifughe, su una base finto moderna a metą
tra bossa nova e slow rock, cantavano versi del
tipo «Signore, sei la rivelazione/Signore, dona a
noi la pace/Signore, noi ti cerchiamo/in ogni
dove tra-la-la». Ad essere onesto le parole non
erano queste, e neanche cosď scombiccherate. Dal
momento perė che non erano memorabili le ho
dimenticate. L'esempio riportato Ź un tentativo,
credo fedele, di rendere l'idea.
Mi chiesi se questo era il corrispettivo nel
terzo millennio della musica sacra di Bach. Non
sapevo niente di storia della musica e sospesi il
giudizio. Il mio commento fu comunque: «Come
possono andare bene le cose in Italia finché c'Ź
gente che crede che questa sia musica?»
Avevo cosď avuto il mio bon bon.
La pioggia aumentė di intensitą. Ora c'era
davvero un nubifragio. Imprecai perché l'acqua
che scorreva a ruscelli sul parabrezza mi
impediva di controllare il portone cui stavo
facendo la posta.
Ma non ci fu bisogno di controllare nessun
portone. Alla mia destra, stretti sotto
un'ombrello con stoffa a motivi scozzesi passė
una coppia sulla cui intimitą e sul cui genere di
intimitą nessuno avrebbe potuto avere dubbi.
Passeggiavano, abbracciati, e si guardavano
negli occhi. Se anche fossero caduti chicchi di
grandine grossi come palle da tennis non se ne
sarebbero accorti.
Le fattezze dei due in quell'ira di Dio non
erano chiarissime, ma la figura della tua donna
non puė non esserti familiare. Se poi quella
donna indossa una giacca a vento che le hai
regalato tu, azzurra con rifiniture fucsia, non
c'Ź piĚ posto per alcun dubbio.
Nel frattempo a Radio Maria, finita la musica,
avevano ripreso a cianciare. Ora era la volta di
una monaca che parlava di come l'amore non puė
avere realizzazione perfetta se non nell'intesa
del matrimonio. D'accordo, ammetto che lei si
esprimeva in modo meno banale, ma la sostanza era
quella.
Io sentivo un vuoto nello stomaco. E
pensai: «Come possono andare bene le cose in
Italia se c'Ź chi dą retta a frottole come
queste?»



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