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Folaghe


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Inviato da: Moreno Innocenti il May 03, 2002 at 14:34:31:

Dio  morto.
Valeva la pena imbiancarsi
le dita col pianto,
chiudersi in covi
di cipressi.
Vestiti a misura d'uomo
la terra soffochiamo. Gli stessi
istanti ci separano.
Ridonda il silenzio. In folaghe
improvvise i dondoli del vento
ti cullano e t'arano.
Stanco il mio corpo nel breve sudario
che ci  dato.
Nei solchi consunti d'un breviario
il filo mi scivola di mano;
rovine invecchiate d'un sagrato
lontano di Dio:
un volto impreciso di grano.


Anche tu qui
hai un senso che brucia nel cuore.
Il tuo sogno  tranquillo
e non ho che scappare.
Abbassato alla terra
mi volto sperando un aiuto
e capisco l'immenso
che non  i tuoi occhi.
Anche tu qui
hai un senso che prende respiro.
Nel grano malfermo la pioggia
ti ha reso un profilo
migliore.
Anche tu qui
hai un urlo che squarcia nel cuore.

Ora, se vieni trema
l'emisfero tutto dei miei occhi.
Vuoi che l'edera pianga
nel similare gioco dei tuoi schiocchi.

Le vele di questo sparuto
incrocio
disertano il mare.
Non pi la pace
ti avrˆ mossa dai lidi
che la vita rinfaccia.

Se dal mio cuore ulula,
languendo sugli scogli,
il timido sorriso di bonaccia.


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