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giornata tipo di "tossico" fine anni '70, sino a suo ripensamento.


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Inviato da: davide morchio il January 31, 2003 at 11:26:04:

„Ancora ti sto aspettando io∑∑∑∑š
„sai com‚Ź ? ho preso n‚altra strada quella
sera∑∑..š


il sassofono stonava ogni tanto, ma il suono era
bellissimo lď nel viale, con quella pioggerellina
scema e fastidiosa, era gią stanco.
Cercava la sua donna, Leandra, ma non la trovava
da nessuna parte.
Comunque si fermė da Ernesto che gli doveva dare
delle cose.
„queste sono amfetamineš gli disse Ernesto „∑
quest‚altre sono downš
„down?š
„si..si, queste azzurre ti tirano su e queste
gialle ti rimandano giĚ∑down, non sai l‚inglese?š
„OKš
gli promise che sarebbe ripassato a sera tarda e
gli avrebbe dato i soldi. Ma le promesse di un
tossico possono essere fatte solamente ad un
altro tossico.
„si, si, vabbe‚ t‚aspettoš

Leandra non stava da nessuna parte, non si
trovava, nessuno l‚aveva vista da nessuna parte.
Si preoccupė.
Si fermė cosď in piazza per vendere un po‚ di
quella roba azzurro e gialla, la Piazza.
E ne provė una che manda giĚ.
Si rilassė.
Osservė in alto uno schizzo di luna tra i palazzi
e le chiese che sorrideva.
Vennero Cristo, Seba e altri suoi clienti
affezionati e vendette un po‚. Chiedeva di
Leandra, niente.
Poi, di colpo, arrivarono i due tipi non
conosciuti, strani pure. La vita da strada gli
aveva insegnato a fiutare certe cose, certa
gente, ma forse per effetto del down non ci
riusciva.
„prendiloš urlė uno all‚altro „Ź pieno di merdaš.
„Sbirri „gli urlė il cervelloš, cazzo, lo
sapevoš.
Era cascato come uno stupido, tirė un calcio a
uno dei due e scappė tra la folla contenta, era
quasi natale tra le bancarelle. Alcuni, si
accorse, fecero inciampare gli inseguitori.
„se m‚acchiappano stavolta∑∑buttano la chiaveš
corse per oltre un‚ora, senza piĚ voltarsi, si
ritrovė ad una piazza, avevano smesso di seguirlo
da un pezzo.
Prese un tira su azzurro, si doveva riprendere,
cazzo. Era senza fiato.
Si controllė aveva anche dei soldi di vendita.
Era in un‚altra piazza, per fortuna anche
questa „amicaš.
Era qualche anno che andava avanti cosď, neanche
ci pensava piĚ, sapete com‚Ź, quando prende una
certa via∑∑∑∑
Incontrė Piattola e Gino erano in macchina.
„non sapevo che avevate anche la macchinaš
„quale macchina?š
„ma quella che aveteš
„ah,,si∑si, ma se Ź per questo non abbiamo
neanche la patenteš
„ah gią Ź vero∑∑š pensė, ma non fece piĚ domande.
I due ridevano tra loro „∑.diciamolo, ma si,
chiamiamolo prestito non saputoš
„no∑cessione non gratuitaš e cosď via.
Allora notė che Gino era dipinto interamente di
rosso. Mi spiegė che voleva scrivere su un muro,
ma lo avevano beccato i fasci e lo avevano
completamente dipinto di rosso, ma che, in fondo
gli era andata pure bene.
„ma so chi sono, prima o poi li riprendoš
Piattola invece mostrė un oggetto dentro un
fazzoletto.
„che cos‚Ź?š
„un ponte per i denti, tutto d‚oro..š
„un ponte per i denti d‚oro? Che merda∑.ma dove
l‚hai presoš
i due fischiarono e ridendo ricominciarono a
parlare di prestito, cessione e cosď via, inutile
continuare a fare ulteriori domande.
Scese qualche isolato dopo, dopo avere preso
l‚azzurro e il giallo, con un pagherė, ma non
voleva un pezzo del ponte per i denti d‚oro.
Altri tre isolati dopo, Piattola e Gino vennero
fermati ad un posto di blocco, sparirono per
oltre sei mesi, e non era stato
denunciato il furto di auto, ma il furto di ponte
per i denti , insomma sei mesi con attenuanti
ecc. ecc.
Piattola, oggi, Ź programmatore e Gino pare sia
morto in messico. Ma non si sa mai su ste voci.
Tranne che per Piattola che lavora per una
multinazionale americana.
Si recė al buco, forse lď ci stava Leandra.
Aprirono lo spioncino „socio onorarioš disse e lo
fecero entrare.
Dentro era denso di fumo da tagliare, rumori,
musica, passė in mezzo a tutti salutando come
Harve Keytel in Main Street.
Andė in bagno, non si sentiva molto in forma.
Chiese di Leandra, niente.
In bagno c‚era un uomo grosso che minacciava una
donna con un coltello e lui intervenne senonchŹ
la ragazza gli rispose male „fatti i cazzi tuoi,
a noi piace cosďš il tipo confermė scuotendo la
testa.
„ah∑se vi piace cosďš
andė a pisciare e vide Ugo
„ciao Ugoš
ma Ugo non gli rispose, ma gli vomitė addosso
pezzetti di salame
„e che cazzo∑∑..Ugo, fanculoš
decise che doveva andare via dopo essersi
ripulito alla meglia, che puzza
la puzza non se ne andava e si sentiva.
Fuori era Natale, feste, colori, gente famiglie,
le guardava senza pensieri, senza giudizi „ognuno
sceglie la propria vita, in fondoš
Vide la rosticceria, entrė e prese un pezzo di
pizza e, mentre, non veniva guardato (credeva)
mise un pollo arrosto dentro al cappello, ci
entrava perfettamente.
„eh no, questo Ź il quinto∑∑..bastaš urlė il
proprietario, una specie di Orango
scappė di nuovo, ma il pollo era suo. Lo avrebbe
diviso con Leandra, appena quella stronza si
sarebbe fatta viva.
Amore ? no, fame in quel momento.
Si avviė finalmente verso casa, da Ernesto ci
sarebbe andato dopo. Era stanco e prese una
pilloletta azzura, doveva tirarsi un po‚ su.
E il sassofono suonava e cominciė quella
pioggerellina scema proprio. E il sax ad un
tratto stonava.
Ma non importava.
Poi vide in lontananza qualcuno che gli si
avvicinava, portava qualcosa in braccio.
Era Demo, un suo coinquilino, e in braccio aveva
Leandra.
„non so∑..š farfugliava Demo „ stavamo
lď..parlavamo, ridevamo, poi Ź cascata giĚš
„cazzo∑..Demo,,,,,,,,ma sta sbavandoš
gliela gettė in braccio e correndo via urlava che
lui non c‚entrava∑che non l‚aveva toccata. Lo
giurava a qualche entitą che vedeva solamente
lui.
Leandra non lo riconobbe ma parlė di
lui. „ditegli di perdonarmi∑∑vi prego, io lo amoš
La portė al pronto soccorso, chiese chiarimenti∑..
„collassata∑ma non ti preoccupare, piuttosto
dammi di tuoi datiš
„i miei dati?š
scappė di nuovo, era na corsa perernne. Scappė,
Leandra ce l‚avrebbe fatta.
Leandra non si vide piĚ, non si videro piĚ, partď
per il Nord, ora ha aperto un istituto di
bellezza, ha tre figli ed Ź separata.
Finalmente fu in casa, 32 metri quadrati. E non
si spiegava mai come facevano a starci, in 32 mq,
circa 12 persone e due cani.
Andė in bagno. Gli veniva da vomitare∑∑la tazza
del cesso trabboccava merda come una fontana
„ma perché nessuno almeno prova a tirare lo
scarico qui pare un geyser di merdaš
nessuno rispose, erano tutti sdraiati a seguire
percorsi a pomiciare, canne e cosď via.
Prese un down e un tira su, assieme stavolta e si
recė verso la cucina∑..di due metri quadrati.
E fu un attimo, un attimo proprio.
Non capď nulla, cadde e partď per qualche luogo
misterioso, tipo fenditura dei mondi.
Volė via. Volė via. Si vide levitare, arrivare
fin sopra al soffitto. Si osservava sdraiato con
gli altri attorno.
Rimase cosď per minuti, una voce lo chiamava.
L‚ospedale lo dimise due ore dopo su sua
richiesta scritta.
Era „mortoš per qualche minuto ed era divenuto
pura anima volante.
„che bottaš
in strada si accorse, che, in ospedale gli
avevano tolto tutti i soldi. Vide una signora,
era l‚alba, una signora che forse andava a
lavorare in una banca per le pulizie. Le si
avvicinė e le chiese qualche spicciolo.
„ma vai a lavorareš rispose seccamente la
signora „sei piĚ grande di mio figlioš
„piĚ grande di suo figlio?š
s‚incamminė automaticamente verso un‚altra
strada, una che ricordava, la ritrovė dopo anni.
Anni vissuti sempre uguali, per strada, a
sopravvivere.
Arrivė ad una via privata, ad un citofonė,
schiacciė un campanello
„chi Ź?š
„mamma sono io, mi trovavo a passare∑∑š
„vieni su gioia miaš
„arrivoš

finď gli studi, dottore commercialista, si sposė,
ebbe due figli e dopo 15 anni di matrimonio si
divorziė.

∑una sera ad una cena di lavoro in un noto
ristorante del centro ebbe un incontro con un
avvocato per trattare del fallimento di
un‚impresa e rimase sbalordito un bel po‚ nel
trovarsi davanti :

„Ernesto?š
„ciao, sei tu.š
„Ernesto come stai?š
chiacchierarono del piĚ e del meno per ora, come
vecchi amici.
Infine Ernesto gli chiese :
„scusa ma io avanzo soldi da te?š
„si∑si, da un bel po‚ di tempo∑..calcolando gli
interessiš
„ma poi quella sera∑∑ma che cazzo di fine hai
fatto?š





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