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un racconto breve breve


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Inviato da: giovanni lanzini il May 05, 2002 at 22:09:20:

UN RACCONTO BREVE BREVE
Di Giovanni Lanzini

Un filo di fumo azzurro si levava dal
posacenere in candido marmo carrarino appoggiato
su un‚infinitą di fogli sparsi per tutta la
scrivania, gettati su tutto il pavimento,
persino sul letto. Il P.C. , acceso, mandava, a
distanza regolare di trenta secondi, immagini di
Kandinsky, Mirė, Klee. Poi c‚era la luce, poca
per la veritą e la musica che dilaniava un
silenzio altrimenti insopportabile: Nirvana,
Pearl Jam, Alice in Chains levavano alti i loro
lamenti nella sua stanza. Accanto al letto
giaceva , aperto, „Morte a creditoš, poco piĚ
spostati , gettati con precisa sbadataggine, una
biografia di Cobain e „ On the roadš mescolati
ad un‚esagerazione di fumetti. Il letto, poi,
era stato trasformato in piano di lavoro; basso,
orientaleggiante, ospitava una macchina da
scrivere e un paio di risme di fogli ancora da
usare, oltre, come gią ricordato, quelli
sparpagliati usati a metą. E lui se ne stava
rannicchiato sulla sua sdraio, perso,
disorientato, sciattone. Da giorni viveva una
condizione che , a suo dire, l‚avrebbe vinto.
Sul parquet giacevano anche un paio di bottiglie
di superalcolici che dovevano essere state le
sue migliori amiche della nottata appena
trascorsa. Io lo conosco molto bene, da sempre e
un sentimento di umana pietą e sincera
preoccupazione mi hanno portato da lui. Era in
crisi, non sapeva cosa fare, non sapeva piĚ
nulla; si trascinava durante il giorno, pativa
di notte∑ Ma perché? Perché aveva fallito, si
era rialzato ed era ricaduto, per poi reagire e
ricrollare ed ora era stanco. Una volta, tempo
addietro anche lui aveva la sua strada piana,
ben tracciata, comoda; aveva una donna, amici,
soldi, un brillante futuro da avvocato e si
accontentava. Poi, un giorno, si alza e allo
specchio non si riconosce. Osserva un estraneo
che finge di farsi piacere le cose, le
situazioni e ,ahimŹ, anche le persone che gli
stanno attorno. Inizialmente rifiuta questa
visione tanto vera quanto spiazzante, ma il
rifiuto della realtą, si sa , Ź solo e sempre
temporaneo. Alla fine si arriva a dover
accettare la veritą∑ e reagire. La reazione ha
stravolto la sua vita: niente piĚ donna, basta
soldi, poche prospettive future, basta
universitą e amici che al momento del bisogno si
sono volatilizzati. Ma non era triste, anzi,
aveva ancora i suoi sogni, i suoi desideriche
aveva deciso di seguire anche disposto a pagare
un prezzo altissimo. Sentiva che poteva
realizzarsi in altra maniera, forse meno
allettante economicamente, ma senz‚altro piĚ
gratificante: si sarebbe messo a scrivere.
Scrivere? Sď, si sentiva portato, avrebbe
scritto poesie, racconti, finanche romanzi,
articoli per qualche giornale; certo, eccola lď
la sua vera strada, finalmente era uscita allo
scoperto, ma ce n‚era voluto del tempo , porca
miseria! Va bhŹ l‚importante Ź che alla fine∑
E si era davvero messo a scrivere, ma non era
mica facile come pensava, non Ź che puoi
metterti lď e dire „ Adesso scrivo un bel
racconto che poi mi pubblicheranno, e poi un
altro e un altro ancoraše non sapeva proprio da
che parte iniziare. Si era dato un po‚ di tempo
che era gią abbondantemente trascorso senza che
avesse scritto nulla di lontanamente originale.
E i fogli iniziavano ad accumularsi.šForse-
diceva- non sono abbastanza concentrato, devo
stare piĚ solo, scavarmi dentro o , magari,
guardarmi attorno e qualcosa accadrą!š Nulla ; e
si sentiva tradito dai suoi stessi sogni, da se
stesso e , ora, non voleva reagire, o non ce la
faceva, che poi l‚effetto Ź il medesimo. Quindi
eccolo lď, gettato come uno straccio puzzolente
su una sedia a rodersi sulle sue sconfitte, a
piangere e maledirsi. Ora tocca a me prenderlo
per mano e condurlo lą dove potrą trovare gioia,
serenitą, amore e fiducia. Il viaggio, certo,
sarą lungo ed il cammino impervio, ma lo
riporterė a galla e se non farė di lui un ottimo
nuotatore gli insegnerė comunque a cavarsela e
non lo lascerė in balia della sua tormentosa
psiche.
Ah, forse, ora, vi chiederete chi sono;
chiamatemi come volete: coscienza, orgoglio,
energia, il nome che mi date non Ź importante,
l‚importante Ź che arrivi al momento del
bisogno, puntuale e determinata. Sono dentro
ognuno e sono preziosa. Ma adesso basta
chiacchiere che Giovanni ha bisogno di me.
Arrivo.



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