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Inutili salti per afferrare Dio


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Inviato da: Paolo Mazzacani il May 07, 2002 at 22:29:51:

Guardavo il lago e le sue vene correnti
gonfie
scure sullo scuro
che riemergevano sotto sera
il mio lago bruno d'ombra e le sue vene gonfie
dello sforzo di urlarmi qualcosa.

Fumavo scalzo sul balcone che iniziava a
infrigidirsi
e vedevo le prime case accendersi
sentivo le cene freddarsi nei piatti
e le madri impazzire coi figli
e i mariti allungarsi sui divani
e poi f solo luna e cicale.

La costa bruci in un attimo
e divenne Vienna e un giro di valzer
il cristallo dei lampadari
e lei che sorrideva
ed io che non ero mai stato felice prima di
allora.

E poi il ritorno al mondo
con la tempesta che rollava i motori alle mie
spalle
gettava vento sugli alberi attorno
e giurava vendetta
sfregiando le foglie e spaccando le imposte.


E il respiro venne alla luce quella sera di luglio
piansi per la commozione e i miei piccoli polmoni.


La tempesta respirava l fuori


montava e ridiscendeva
ed io sporco di pioggia volevo tutta quella forza
bruta e onniscente
e tiravo dentro pi forte che potevo
bocca a bocca come due amanti si scambiano i
respiri
io e le labbra del cielo
gli occhi del cielo
gli sterminati polmoni ansanti del cielo
e i miei piccoli e catramati e felici di
scoppiare nel bel mezzo di una rivelazione.

Strapotere tutto attorno
e capivo i capitani affondati dall'oceano
che ritti sulla prua
allargano le braccia e abbandonano il capo.


Questo era tutto quanto c'era da vedere
il resto sonno e inutili salti per afferrare
Dio.



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