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Ho assassinato la poesia:


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Inviato da: Evidda il June 08, 2003 at 14:39:26:

Perch sole ci illumini e ci riscaldi ? Perch
notte ci oscuri e ci addormenti ? Ho assassinato
la poesia in una notte senza luna e senza stelle
e sono stato condannato all'innocenza, perch
nessuno si  accorto di niente......e come mai
avrebbe potuto ? No. Scrivere ormai  inutile.
Non serve a niente svenarsi le vene e scrivere
con il proprio sangue. Uomini fate esattamente
come prima: fate come se non esistesse l'altra
faccia della luna, anche se esiste per vostra
sfortuna. Ho assassinato la poesia, perch
inutile ed ingombrante, falsa ed illusoria. Ho
assassinato la poesia, perch non aveva prezzo,
ma solo valore intrinseco. Ho assassinato la
poesia, perch non aveva pi nessuna funzione
sociale. Ho assassinato la poesia, perch non
guariva, n cercava di curare, ma al massimo di
consolare. Ho assassinato la poesia, perch non
arricchiva i poveri, n impoveriva i ricchi. Ho
assassinato la poesia, perch non diceva niente
di pi sul mondo. Ho assassinato la poesia,
perch il mondo era in frantumi e l'io in
frammenti. Ho assassinato la poesia, perch non
indicava nessuna strada maestra. Ho assassinato
la poesia, perch non cambia niente, n gli
individui, n i gruppi, n tantomeno il corso
degli eventi. Ho assassinato la poesia popolare,
perch era utopica creazione collettiva. Ho
assassinato la poesia dei poeti, perch era
solipsismo in una torre eburnea. Ho assassinato
la poesia, perch significava trascendere la
morte, ma a me non me ne fregava niente di
trascendere. Prima quando la poesia era viva o
almeno vegetava in letargo......prima
insomma.....i profumi annusavano i colori, i
suoni assaporavano carezze, i colori
accarezzavano i profumi in un oceano disarmante
di sinestesie. Le lacrime allora sorridevano, i
sorrisi piangevano. I morti mi vivevano. I vivi
mi morivano. Ubriacavo il vino, saziavo la sete
dell'acqua, i cibi avevano fame di me. Allora ero
un ignorante, che conosceva l'ottusitˆ della
scienza; allora ero un saggio, che non conosceva
l'intelligenza dell'ignoranza. Stavo a leggere le
facce dei passanti e contavo nelle loro rughe gli
anni. Poi ho assassinato la poesia, come un
pittore monco uccise i suoi quadri, perch lo
guardavano in modo troppo indiscreto. Adesso
l'amore mi odia, l'odio mi ama. Io odio l'amore
ed amo l'odio. Tutto questo da quando ho
assassinato la poesia.


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