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ho visto genova


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Inviato da: maurizio puliserto il June 18, 2003 at 23:29:01:

ho visto Genova ad asciugare sulle pietre
sceso come acqua dal monte o un dio che non
arretra
ai tetti di ardesia dall'immenso fra terra e cielo
dalle terre alte dove Ć d'obbligo un gesto
cortese al cielo
alle spalle la pianura ed una vita uguale
ho visto Genova con gli occhi dell'innocenza
qui c'ero gił stato ma non ricordo bene
era la giovinezza dai forti polmoni atti alla
corsa
i giorni delle scelte prese contro ogni licenza
i giorni e che giorni sgravati dal peso del domani
ho visto il mondo da una piazza di frontiera
priva di guardie di confine e senza bandiera
un arcobaleno di volti e di fiori ai balconi
furfanti studenti mercanti ubriaconi
nei giorni lucenti di vento dal mare
in un mazzo di carte rimescolato dal tempo
tra un re senza cuori che vuole ancora prendere
e una regina senza denari che vuole ancora
splendere
c'Ć gente su gente che vuole solo passare

tutti vogliono qualcosa un'altra possibilitł
tutti vogliono qualcosa libertł
tutti vogliono qualcosa un'opportunitł
tutti credono in qualcosa libertł

ho visto Genova dal mare ed una barca colorata
seduto davanti c'Ć un giovane colombo
sono un povero cristo dice e il mare Ć il mio
sogno
sono un povero cristo ma arrivo tutte le volte
dove voglio
solo lo faccio costantemente per direzioni
contrarie
perchĆ Ć il folle che apre la via all'uomo savio
volevo donarvi le Indie per la festa dei vostri
santi
ma ho partorito una scimmia a striscie e stelle
che non puś vedere il proprio sedere
e se ne ride di quello delle sue sorelle
ho partorito una scimmia ladra e gelosa
perdonami ora se puoi di ogni cosa

dietro c'Ć una camicia rossa che freme
d'impazienza
si gioca a dadi una nuova partenza
dall'Uruguay a Teano e poi fino alla luna
per farsi rubare l'auto da un re di velluto
e da un ragioniere calvo troppo avveduto
le ragazze cantano la ferita della mia gamba
ma l'ho nel cuore la ferita piŁ profonda
da quando ho perso Anita nella fuga da valle a
monte
oggi fabbrico candele a New York e ho una sola
illusione
che in fondo ad una strada che porta il mio nome
ci sia sempre una piazza di nome Libertł

il terzo uomo ha una palpebra che cade due volte
al giorno
e pesca da sempre acciughe sorridenti
lui le bacia fra gli occhi e le spinge sulla via
del ritorno
in fondo voglio solo pescare le bottiglie bevute
brindando con le anime perse all'ombra di Dio
voglio riprendere tutte le sigarette fumate
dopo avere amato donne di ogni vicolo
voglio ancora agganciare parole e parole
parole di buon senso per la burrasca ed il bel
tempo
infine voglio riprendermi la vita
che una non mi basta ad asciugare le lacrime
dal viso sporco di chi ha gli occhi troppo belli

perchĆ tutti vogliono qualcosa libertł
tutti vogliono qualcosa un'opportunitł
tutti vogliono qualcosa un'altra possibilitł
tutti credono in qualcosa libertł

ho visto Genova e a te che t'ho incontrata ieri
a te che conosco solo oggi
a te che m'innamori ora
a te che col tuo viso hai sfiorato il mio
a te bella come le belle da accompagnare
a te ho rubato il bacio dalle labbra
non t'ho mai avuta e gił ti perdo
oggi domani e poi per sempre
sono un indiano dalla lingua diritta
la mia culla non Ć stata un uovo di serpente
cosô prima di chiudere gli occhi per la notte
torno a nutrirmi l'anima di nostalgia
e spesso mi trafiggo di rimpianto
il tentativo Ć rendere dolce anche il rimorso


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