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Lavorare stanca - Metropolismo beat and bit -


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Inviato da: Giancarlo Ferrigno il August 06, 2003 at 19:40:16:

Di Giancarlo Ferrigno
TiToLo : Lavorare stanca

Smarriti, come se cercassero,
fiumi di note da discendere,
ragazzi di ogni etą, vissero,
nella Cremona Lombarda,
qualcuno, da astuto politico, per propaganda,
la definisce : cittą della musica.

In veritą, molto poco suonavano i lustri,
i cittadini : contadini e falegnami, ancorati
alla ricchezza,
erano restii, ad essere illuminati dalla voce di
altri.

Incontrai, infatti, solo diffidenza,
qualcuno, il tale di nome : furbo, biforcė la sua
lingua,
con dicerie di ogni tipo sulla mia poesia.

Mi chiamavano ironicamente : il Leopardi emerso,
perché ero un pessimista galleggiante,
infatti, ero fiero, nonostante,
le mie sventure, a tutti note.

A Cremona, ho visto :
l‚occhio ebete del contadino e la presunzione del
falegname,
incontrarsi con i bigotti di chiesa e di teatro,
che, suonavano violini aspri di legno compensato.

Tutti, si sono scagliati, sulla mia mano, poco
carrettiera,
ricordo che, se non studiavi,
per diventare : avvocato, medico o ingegnere,
eri etichettato : pazzo : ozioso e perditempo,
eri un uomo per cui lavorare stanca.

All‚inizio pensai, ad una mia scelta sbagliata,
finii dunque, in depressione, in oceani affannosi,
ma poi ho capito che, la mia anima era sulla
retta via,
non dovevo piĚ stupirmi se in quella provinciale
cittą,
in quanto artista : ero escluso.

Devono chiamarla : la cittą dell‚amusia
espressiva,
di contro alla cittą della musica.

A volte penso alla solitudine dell‚anima di
Stradivari,
in quella villa comunale frequentata :
da invidiosi e malelingue.

A Cremona per essere come Ulisse,
nella passione per Circe,
divenni un duro, io! Che ero stato sempre fragile,
e con il mio sorriso e la mia gentilezza, lasciai
pensoso,
il contadino pettegolo che, si vantava dei suoi
maiali.



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