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Re: L'etą dell'oro


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Inviato da: mimma il May 16, 2002 at 12:22:15:

In risposta a: L'etą dell'oro
Inviato da Jose il May 16, 2002 at 10:13:01:

: Muti i miei pensieri si rincorrono,
: accavallandosi senza via di fuga in questa
: sonnolenta prigione. Cielo stellato senza
: confini, avvolto da nebbia grigia e tetra. In
: quest'assurda accozzaglia di pensieri qualcuno
: prende forma...incendiandosi...e sulle ali del
: vuoto che lo ha plasmato fugge via,
luminescente
: ed immacolato come il primo ansimante respiro
: sulla soglia del mondo; di questa vita, orrore!
: Orrore in ogni dannato attimo di questa divina
: esistenza stuprata. C'era un sole nella mia
: infanzia e lunghi pomeriggi ardenti
nell'eternitą
: beata. Miravo il mare dall'alto balcone o
: terrazzo che fosse, della mia prima vera casa.
Il
: mondo allora null'altro era che una miriade di
: dorate bolle pioventi dal cielo che bagnavano
: d'incanto il viso serafico del nirvana bambino.
: Tardi ed inesauribili pomeriggi d'inizio
: estate...un'estate sospesa nel tempo: niente
: scuola, neanche sapevo cosa fosse la scuola, il
: lavoro, la vecchiaia o la morte. E proprio la
: morte qualche volta sfilava in un nero corteo
: sotto ai miei occhi bagnati di vita...gente
: vestita di nero, campane tristi nell'aria
: celeste, e l'immancabile tamburo con la sua
: tenebrosa cadenza funerea davanti a tutti. Una
: folla gremita che si accompagnava con un
ritmico
: strusciolio di scarpe, gente annoiata, che
altro
: se nė! Noia! E qualche piano piĚ su, piĚ su
della
: morte e dove la noia ancora non vi aveva mai
: messo piede, il cielo azzurro ed il mare
: luccicante al di lą dei tetti vibravano
nell'oro
: di tenere fantasticherie d'infanzia. Il corteo
: funebre scivolava mestamente dall'ombra del mio
: palazzo per attraversarne di nuove, col suo
: inesauribile strusciolio di suole...e
: canticchiando, anch'io stavo gią morendo, ma
: l'ignoravo perchŹ ero beato come l'anima ascesa
: al cielo che aveva abitato la carne fredda ed
: immobile dentro alla bara di legno. Nessuno
perė
: se ne rallegrava o cantava per lui...nessuno
: ascoltava la dolce melodia della vita. Ma la
: musica adesso Ź finita, che cosa dovrei fare?
: Attendere la fine di questo incubo tormentoso
: sottomettendomi alle leggi dell'uomo, a queste
: giornate inutili di campane addormentate...devo
: anch'io accodarmi e trascinarmi in silenzio
: all'ombra di questo nero corteo...verso la mia
: bara; chissą come sarą? E devo indossare un
muso
: lungo ed una espressione atterrita, cos'Ź la
vita
: o biondo bambino luminoso del terzo piano? I
tuoi
: occhi sono di fuoco, ed io ho paura! E sono
forse
: cosď profondi e struggenti perchŹ osano
guardare
: lontano? Cos'Ź che vedi, cosa ascolti; cosa
: nascondi dietro l'iride infuocata e splendente
: nell'eternitą che tu solo conosci? Raccontami,
ti
: prego, questa fiaba incantata che anch'io un
: tempo conoscevo e che oramai ho dimenticato.
: Aspetto in silenzio...il corteo si allontana,
va
: bene? L'occhio infuocato di Dio risplende
: nell'oro, affonda al di lą dell'orizzonte
: fatato... finalmente riassaporo la rossa
: fragranza estiva di quei colori fluttuanti sui
: cieli della mia realtą incantata. Ed un bambino
: dall'aria sapiente Ź al mio fianco, sorride...Ź
: un angelo beato col capo chino in questa
: silenziosa e divina attesa. Suonate campane,
si,
: suonate a festa, nel silenzioso e folle
giardino
: fatato della mia testa!
:
Amen.
:
.......
.......
caro "scrittore",
non Ź facile fare un commento,il tuo piccolo
racconto Ź pieno di tristezza e malinconia!Io non
sono la persona giusta x giudicarlo,ma ho captato
un grande problema tra le righe:"la paura di
crescere!"...

good luck



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